martedì 9 dicembre 2014
Scala, scontri all'ombra del Fidelio:" Danno di immagine al paese". Il monito (burla) del ministro Francechini mentre a Roma "politici e sgherri se so magnati tutto"
Un titolo lungo, il nostro. Ma era inevitabile, visto che ai blog non è concesso un occhiello (quello che nel linguaggio giornalistico evidenzia la riga che sta sopra al titolo) o un sommario. Era necessario per evidenziare l'eclatante "calembour" del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.
Mentre a Roma sgherri, fenomeni, padreterni in terra (qualcuno ci si sente), politica e mafia (ne rossa, ne nera o rosso-nera. Ma solo mafia) "se so magnati tutto e tutti" a suon di appalti e pallottole, il simpatico Franceschini si acchitta, va alla Scala e dice:"La scala è una eccellenza. Tutto il mondo guarda cosa avviene qui e le manifestazioni fuori rischiano di creare un danno di immagine al paese". Poi i timori sull'Expo:" Centinaia di migliaia di persone stanno decidendo se venire durante l'Expo e agli appuntamenti della Scala di questi mesi. Si rischia un danno di immagine e anche economico".
Simpatico davvero.
lunedì 8 dicembre 2014
Mafia de' Noantri, la poesia di Gigi Proietti:"Convie’ mette le sbarre ar Campidojio"!
Così il mitico Gigi Proietti sulla prima pagina del Fatto, qualche giorno fa:
"Dice er procuratore soddisfatto:
"Vedrete che je leveremo er vizzio.
Per adesso er primo passo è fatto
e questo non è artro che l’inizio"
Oddio me sembra de diventà matto,
pure Roma mo sta ner precipizio.
Nun se tratta de quarche mentecatto
qui tutti, o quasi, hanno d’annà a giudizio.
E aumenteranno da mattina a sera,
sarà proprio così: "Ndo' cojo cojo"
Io propongo de fa’ in questa maniera:
"Se l’inchiesta va liscia come l’ojo
invece de portà tutti in galera
convie’ mette le sbarre ar Campidojio!""
Gigi Proietti
Mafia Capitale, la cupola di "Massimino il Fenomeno" inguaia un uomo della Kyenge: indagato
La Mafia de' noantri si arricchisce di un nuovo capitolo. E nella rete della cupola targata "Massimino il Fenomeno" sembrerebbe esserci finito anche un collaboratore dell'ex ministro Cécile Kyenge. Una banda, quella capeggiata dall'ex Nar e dall'imprenditore Salvatore Buzzi, le cui strategie d'infiltrazioni sembrano non avere avuto confini.
Oltre al Campidoglio, infatti, i re di Roma sarebbero riusciti ad arrivare anche ai piani alti della politica che conta, riuscendo ad avvicinare anche un collaboratore dell'ex ministro dell'Integrazione, con la ferma intenzione di entrare nel centro di accoglienza di Mineo, in Sicilia. Ed ora il dirigente della presidenza del consiglio è finito nelle maglie della giustizia.
Mafia Capitale, Di Maio:" Vergogna, siamo sui giornali di tutto il mondo". E ricorda:"Tutti collusi, tranne M5S"
Era inevitabile. Uno scandalo di questa portata non poteva non passare inosservato per troppo tempo. E per l'ennesima volta lo stivale si riempie di letame. Perchè non è solo Roma, o solo un mafioso o un sicario ad essere al centro della cronaca nera e giudiziaria delle ultime settimane, ma anche politici, faccendieri, finanzieri. Tutti al servizio di Massimino il Fenomeno. O viceversa. Ed è chiaro che una vicenda del genere, accaduta proprio nella Capitale, faccia gola alla stampa di tutto il mondo. Ci vanno a nozze. E comincia lo stillicidio, a partire dal Washington Post che titola:" For Rome's mafia, more refugees means mor money". Ovvero: "Per la mafia romana (o il mafioso romano, considerato che la foto utilizzata ritrae Buzzi durante la sua fatidica telefonata), più rifugiati, vuol dire più soldi".
Ed ecco che il primo commento arriva dal vice presidente alla Camera, Luigi Di Maio, che indignato sbotta su Facebook:"Tutti gli italiani sono sui giornali di tutto il mondo per uno scandalo prodotto dai soliti individui senza scrupoli affiliati ad un clan (#mafiacapitale) o ad una forza politica (Pd, Pdl, Fdi, Rc, etc)". Ma Di Maio, orgoglioso, ricorda anche che "in questa inchiesta compaiono tutti, tranne il Movimento 5 Stelle. La rabbia più grande - prosegue - è che una nazione come la nostra sia finita ancora negativamente alla ribalta mondiale a causa della peggior classe politica del globo. Pochi inetti capaci solo di trasformare in business la fiducia che ricevono dai cittadini".
"Non è un caso - osserva Di Maio - che i cittadini non si recano più alle urne. Di fronte a questi scandali non vogliono più essere complici, collusi, i partiti li hanno truffati troppo spesso: il giorno prima delle elezioni millantano 'il cambiamento', il giorno dopo di nuovo in affari con #mafiacapitale. Fanno paura. Ormai c'è da aver paura di ogni espressione che utilizzano, perché è lì che si nasconde qualche fregatura. Anche il dialogo, come dimostrano i fatti di Roma, è in realtà associazione per delinquere. Diffidiamo dalla parola dialogo in politica"!
Infine, la bordata al "sindaco, eterno inconsapevole: in questo momento è la persona perfetta per nascondere questo terremoto politico. L'eterno inconsapevole che ha il compito di proteggere il fortino dall'assalto dei cittadini onesti. Ma per quanto il Pd potrà continuare a negare l'evidenza? Spero davvero che il Prefetto gli rovini la festa. Che sciolga il comune per Mafia. Altrimenti saranno i romani onesti a farlo. E non ci saranno scorte che tengano..."
domenica 7 dicembre 2014
Eternit: dopo la "prescrizione vergogna", il Governo "ammorbidisce" le norme sui reati ambientali
"Nei
reati per i quali è prevista la pena della reclusione (...) non
superiore nel massimo a cinque anni, (...) la punibilità è esclusa
quando, per le modalità della condotta o per l'esiguità del danno o
del pericolo, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento
risulta non abituale". All'oblìo non c'è mai fine. E il
virgolettato di cui sopra, altro non è che la summa dell'articolo 1
(comma 2) del decreto legislativo approvato qualche giorno fa dal
Governo che depenalizza i pochi reati ambientali contenuti nel codice
penale. Una vera e propria revolverata finale alle vittime
di Eternit già illuse, prima, e annientate, poi, da una sentenza che ha salvato, poche settimane
fa, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny - capo della
multinazionale che per anni ha disseminato amianto e morti nella zona
di Casale Monferrato - dalla galera.
2000 vittime pendono sul capo di quest'uomo - così ha formulato l'accusa -. E tutti, o quasi, sono stati devastati dal mesotelioma pleurico, cancro terribile che ha aggredito non solo i lavoratori della multinazionale, ma anche molti cittadini che hanno avuto la sfortuna di abitare nei pressi dei vari siti dove la Eternit operava. E dopo il danno, anche la beffa: servono, ora, 100 milioni di euro per bonificare la zona "e almeno 60, entro un paio di anni - aveva detto a Renzi nei giorni scorsi Titti Palazzetti, sindaco di Casale Monferrato - per continuare. E 100 per completarla".
Tornando al "decreto vergogna" dell'ultim'ora, le norme contenute e approvate nei giorni scorsi, nemmeno dovranno passare per il sì del Parlamento, visto che si tratta dell'attuazione di una legge delega. Le norme normalizzano - parola grossa - i vincoli penali che vanno dall'abuso edilizio, all'avvelenamento del suolo; dagli scarichi industriali non autorizzati, all'incendio di rifiuti. E tutto questo, mentre l'Europa chiede di inasprire le normative del codice penale in materia ambientale. Benvenuti nell'Italia del cambiamento. Benvenuti nel paese che l'a stessa Europa bolla come come la patria dei crimini ambientali.
sabato 6 dicembre 2014
Ancona, Al Bano e il giallo del cachet: Intermediario 69enne accusato per truffa
Una Ave Maria cantata in chiesa dal famoso cantante nel 2007, costata ben 28 mila euro ad una coppia di sposi di Osimo. Ma Al Bano Carrisi non aveva "chiesto ed ottenuto un centesimo. Era una iniziativa privata che mi aveva chiesto un amico e non ho preteso soldi". Il noto cantante lo ha riferito ai giudici della Corte di Appello di Ancona.
Citato come testimone in un processo per truffa, Al Bano Carrisi non ha esitato un attimo davanti ai giudici :" non ho preso un centesimo e non ho chiesto un centesimo". Imputato un intermediario, un 69enne, amico di famiglia, che all'epoca dei fatti, nel 2007, avrebbe negoziato con la coppia di sposi un cachet da 28 mila euro per un matrimonio da favola, sulla scia delle note del famoso cantante. Ma l'arrivo di Albano ad Ancona non e' passato inosservato: il noto cantante, infatti, notato in città, si è intrattenuto con i suoi fans tra uno scatto, un autografo e qualche selfie. Poi la visita al sarto delle star, Belvederesi.
venerdì 5 dicembre 2014
Mafia de' noantri, due ex poliziotti ad Anno Uno:" Cupola e politica, o si mettono d'accordo o si sparano"
A rivelarlo ad Anno Uno, due ex poliziotti: Gaetano Pascale, ex della Squadra Mobile di Roma, che già nel 2003 aveva messo gli occhi sulla mafia di Ostia, 10 anni prima dell'inchiesta Nuova Alba. Ma qualcuno lo ha fermato. Stesso destino per Piero Fierro, ex agente di polizia. "Mafia e politica dividono lo stesso territorio - dice Fierro -. O si mettono d'accordo o si sparano. Voi avete mai visto un politico sparato a Roma? E a noi c'hanno fermato"
http://www.serviziopubblico.it/2014/12/quando-mafia-e-politica-dividono-lo-stesso-territorio//?cat_id=announo
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